L’importanza dell’ambiente sul comportamento degli animali

Pony, dog, cat, and rabbit together in a cozy stone cottage living room

Quando osserviamo un animale, tendiamo naturalmente a concentrarci su di lui.

Guardiamo cosa fa, come reagisce, dove si muove, come interagisce con noi e con gli altri animali.

Ma c’è una domanda che spesso rimane sullo sfondo:

che cosa sta succedendo intorno a lui?

L’ambiente in cui un animale vive non è semplicemente lo spazio che occupa. È fatto di rumori, odori, persone, altri animali, risorse, possibilità di movimento, luoghi in cui riposare, stimoli, routine e cambiamenti.

Tutti questi elementi fanno parte della sua esperienza quotidiana e possono influenzare il comportamento animale e il suo benessere.

Per questo, quando un animale manifesta un comportamento che ci sembra insolito, non sempre è sufficiente osservare l’animale.

A volte è necessario guardare il mondo attraverso il suo punto di vista.

Che cosa intendiamo per ambiente?

Quando parliamo di ambiente non ci riferiamo soltanto alle dimensioni dello spazio.

Per un animale, l’ambiente comprende tutto ciò con cui entra in relazione.

Una casa può essere grande, ma avere pochi luoghi in cui l’animale possa ritirarsi.

Un giardino può essere ampio, ma offrire poche possibilità di esplorazione.

Una stanza può sembrare tranquilla a una persona, ma essere ricca di rumori, odori e movimenti che l’animale percepisce molto più intensamente.

Anche la presenza di altre persone o animali fa parte dell’ambiente.

Così come le modalità con cui le risorse vengono distribuite, la possibilità di scegliere dove stare e la prevedibilità delle attività quotidiane.

L’ambiente, quindi, non è soltanto dove vive un animale.

È anche come vive quello spazio.

Il comportamento nasce dall’interazione tra individuo e ambiente

Un animale non reagisce all’ambiente in modo indipendente dalle proprie caratteristiche.

Due individui possono trovarsi nella stessa situazione e rispondere in maniera completamente diversa.

Un cane può ignorare un rumore che per un altro rappresenta una fonte di forte attivazione.

Un gatto può esplorare immediatamente una stanza nuova mentre un altro preferisce osservarla da lontano.

Un cavallo può affrontare tranquillamente una determinata situazione mentre un altro mostra maggiore cautela.

Questo significa che non esiste un ambiente “perfetto” valido per tutti gli animali.

Esistono invece ambienti più o meno adatti alle caratteristiche, alle esigenze e alla storia di un determinato individuo.

Quando il comportamento cambia, guardiamo anche l’ambiente

Nel precedente articolo abbiamo visto come un cambiamento comportamentale possa avere molte cause.

Una delle domande da porsi è quindi:

è cambiato qualcosa nell’ambiente?

A volte la risposta è evidente.

Un trasloco.

L’arrivo di un nuovo animale.

La nascita di un bambino.

L’inizio di lavori in casa.

Un cambiamento nella disposizione dei mobili.

Una nuova persona che frequenta l’abitazione.

Un cambiamento degli orari.

Altre volte, invece, il cambiamento è molto più sottile.

Un elettrodomestico nuovo.

Un odore diverso.

Un rumore proveniente dall’esterno.

Una porta che rimane chiusa.

Una risorsa spostata.

Una zona della casa diventata improvvisamente meno accessibile.

Per noi possono sembrare dettagli.

Per l’animale possono rappresentare modificazioni significative della quotidianità.

Lo spazio non è soltanto una questione di metri quadrati

Quando si parla di benessere animale, è facile pensare alle dimensioni dello spazio.

Naturalmente lo spazio disponibile è importante, ma non è l’unico elemento da considerare.

Anche la qualità dello spazio può influenzare il comportamento.

Un ambiente può offrire possibilità di movimento ma poche possibilità di scelta.

Può essere grande ma povero di stimoli.

Può essere ricco di oggetti ma privo di luoghi in cui l’animale possa sentirsi al sicuro.

Può essere apparentemente perfetto dal punto di vista umano e non rispondere pienamente alle esigenze dell’animale che lo abita.

Per questo, quando osserviamo un ambiente, è interessante chiedersi non soltanto:

“Quanto spazio ha?”

ma:

“Che cosa può fare qui?”

La possibilità di scegliere può essere importante

Per molti animali avere una certa possibilità di scelta può rappresentare un elemento significativo dell’esperienza quotidiana.

Scegliere dove riposare.

Scegliere se avvicinarsi o allontanarsi.

Scegliere quanto tempo trascorrere in una determinata zona.

Scegliere se interagire con una persona o con un altro animale.

Naturalmente la possibilità di scelta è sempre condizionata dall’ambiente e dalle necessità di sicurezza.

Ma quando un animale ha la possibilità di allontanarsi da una situazione che percepisce come troppo intensa, può avere una strategia in più per gestirla.

Al contrario, un animale che non dispone di alcuna possibilità di sottrarsi a uno stimolo può trovarsi in una condizione completamente diversa.

I luoghi sicuri e la possibilità di allontanarsi

Un luogo in cui riposare indisturbati può avere un’importanza particolare.

Questo vale soprattutto per gli animali che condividono gli spazi con altre persone o con altri animali.

Un gatto può avere bisogno di poter osservare l’ambiente da una posizione sopraelevata oppure di avere un luogo in cui ritirarsi.

Un cane può cercare una zona tranquilla della casa quando ha bisogno di riposare.

Un coniglio può avere necessità di rifugi nei quali sentirsi protetto.

Anche per altri animali, la possibilità di interrompere un’interazione o allontanarsi da uno stimolo può avere un ruolo importante.

Non si tratta semplicemente di “nascondersi”.

Un rifugio può rappresentare una risorsa ambientale che offre controllo, prevedibilità e possibilità di scelta.

Il gatto e l’ambiente domestico

Il gatto è un ottimo esempio di quanto l’ambiente possa influenzare il comportamento.

La casa rappresenta per lui un territorio complesso, nel quale si muove tra risorse, odori, rumori, persone e altri animali.

Non conta soltanto quanto è grande l’abitazione.

Contano anche le possibilità di esplorazione, i luoghi di riposo, le vie di movimento, le zone di osservazione e la possibilità di evitare determinate interazioni.

Un gatto che vive con altri animali, per esempio, può avere un’esperienza molto diversa a seconda di come gli spazi e le risorse sono distribuiti.

Anche una modifica apparentemente piccola può cambiare il modo in cui utilizza una parte della casa.

Per questo un comportamento come il ritiro, l’evitamento o un cambiamento nell’utilizzo degli spazi non dovrebbe essere interpretato senza considerare l’ambiente nel quale si manifesta.

Il cane non vive soltanto la casa: vive il mondo che lo circonda

Per il cane l’ambiente comprende naturalmente anche ciò che si trova fuori dall’abitazione.

Strade, persone, altri cani, automobili, rumori, odori, luoghi nuovi e situazioni sociali fanno parte della sua esperienza.

Un cane può quindi mostrare comportamenti differenti a seconda dell’ambiente in cui si trova.

Un animale tranquillo in casa può diventare molto reattivo in un determinato contesto esterno.

Un cane che appare sicuro in un luogo conosciuto può mostrarsi più prudente in un ambiente nuovo.

Questo non significa necessariamente che abbia “due personalità”.

Significa che il comportamento è influenzato dal contesto.

Il coniglio e l’importanza del controllo sull’ambiente

Per un animale come il coniglio, l’ambiente può avere un ruolo particolarmente importante.

La possibilità di trovare rifugio, muoversi, esplorare e accedere alle risorse in condizioni adeguate fa parte del suo benessere.

Anche la presenza di persone, cani, gatti o altri animali può modificare la sua esperienza dello spazio.

Un ambiente che a noi appare tranquillo può non essere percepito nello stesso modo dal coniglio.

Per questo è importante conoscere le caratteristiche comportamentali della specie prima di interpretare una determinata risposta come semplice “timidezza”.

Il cavallo e l’ambiente

Anche nel cavallo il comportamento non può essere separato dal contesto in cui vive.

Spazio disponibile, possibilità di movimento, contatti sociali, routine, gestione quotidiana, stimoli ambientali e modalità di interazione con le persone possono influenzare il suo comportamento.

Un cavallo che manifesta agitazione, evitamento o comportamenti ripetitivi non dovrebbe essere osservato soltanto durante il momento in cui il comportamento compare.

È importante considerare anche come vive nelle ore precedenti e successive, quali possibilità ha di muoversi, quali interazioni sociali sperimenta e quali caratteristiche presenta il suo ambiente.

Il comportamento, infatti, è il risultato di una storia e non soltanto di un singolo momento.

Anche gli uccelli hanno bisogno di un ambiente adatto alla loro specie

Gli uccelli domestici vengono talvolta osservati soprattutto attraverso ciò che fanno in relazione alla persona.

Ma il loro benessere dipende anche dall’ambiente nel quale vivono.

Spazio, possibilità di movimento, stimolazione, interazioni sociali, rumori, luce, routine e opportunità di esprimere comportamenti specie-specifici possono avere un ruolo importante.

Anche in questo caso non basta chiedersi se l’animale “sembra tranquillo”.

Un comportamento apparentemente tranquillo può avere significati differenti a seconda del contesto.

La conoscenza della specie diventa quindi fondamentale per interpretare correttamente ciò che osserviamo.

Un ambiente ricco non significa necessariamente un ambiente migliore

Quando si parla di arricchimento ambientale, si potrebbe pensare che aumentare continuamente il numero di oggetti e stimoli sia sempre positivo.

Non è così semplice.

Un ambiente può essere molto ricco di stimoli e, allo stesso tempo, risultare eccessivamente complesso per un determinato individuo.

L’arricchimento ambientale dovrebbe tenere conto della specie, dell’individuo e delle sue caratteristiche.

Non si tratta di riempire uno spazio di oggetti.

Si tratta di considerare quali opportunità offre realmente quell’ambiente.

Esplorazione, movimento, riposo, interazione, ricerca di risorse, possibilità di scelta e comportamenti propri della specie possono avere importanza diversa a seconda dell’animale.

Rumori, odori e stimoli che noi non percepiamo allo stesso modo

L’ambiente umano viene percepito attraverso i nostri sensi.

Quello animale no.

Molte specie possiedono capacità sensoriali differenti dalle nostre e possono percepire stimoli che per noi sono quasi irrilevanti.

Un rumore continuo che abbiamo imparato a ignorare può essere percepito diversamente da un animale.

Lo stesso vale per odori, movimenti o cambiamenti nella presenza di altri individui.

Questo non significa che ogni stimolo invisibile alle persone sia automaticamente fonte di disagio.

Significa che il nostro modo di percepire l’ambiente non coincide necessariamente con quello dell’animale.

Ed è una differenza importante da tenere presente.

L’ambiente sociale fa parte dell’ambiente

Quando parliamo di ambiente pensiamo spesso a muri, mobili, recinti o spazi esterni.

Ma per un animale sociale, anche gli altri individui fanno parte dell’ambiente.

Persone.

Altri animali della stessa specie.

Animali di specie differenti.

La presenza, l’assenza e la modalità delle interazioni possono modificare profondamente l’esperienza quotidiana.

Un animale può avere bisogno di interazione in alcuni momenti e di distanza in altri.

Può vivere serenamente con un determinato individuo e avere difficoltà con un altro.

Può modificare il proprio comportamento quando cambia la composizione del gruppo.

Anche per questo non è possibile comprendere completamente il comportamento senza considerare con chi vive l’animale.

Quando il problema non è soltanto nell’animale

Questo è forse uno degli aspetti più interessanti da comprendere.

Quando un animale manifesta un comportamento che non ci piace, la prima reazione può essere pensare:

“Come posso cambiare questo comportamento?”

Ma esiste un’altra domanda:

“Che cosa nell’ambiente potrebbe contribuire a mantenerlo?”

Non significa che ogni comportamento dipenda dall’ambiente.

E non significa che modificare l’ambiente risolva automaticamente una difficoltà.

Significa che il comportamento emerge dall’interazione tra individuo e contesto e che, in alcuni casi, osservare il contesto può fornire informazioni che altrimenti rimarrebbero invisibili.

Un comportamento può quindi essere letto non soltanto come qualcosa che l’animale “fa”, ma come qualcosa che accade tra l’animale e l’ambiente.

L’ambiente può cambiare senza che ce ne accorgiamo

Non sempre siamo consapevoli di quanto la quotidianità di un animale sia cambiata.

Possiamo continuare a vivere nella stessa casa e pensare che non sia successo nulla di particolare.

Eppure:

un vicino potrebbe aver iniziato dei lavori;

un altro animale potrebbe frequentare il giardino;

una persona potrebbe aver cambiato i propri orari;

una stanza potrebbe essere utilizzata diversamente;

una nuova apparecchiatura potrebbe produrre rumori differenti;

la routine familiare potrebbe essere diventata più imprevedibile.

Dal nostro punto di vista, la vita sembra “quasi uguale”.

Dal punto di vista dell’animale, potrebbe non esserlo affatto.

Il comportamento è una finestra sull’ambiente

Osservare il comportamento può quindi aiutarci a conoscere meglio anche l’ambiente.

Un cambiamento può essere un segnale che qualcosa è diverso.

Non ci dice necessariamente che cosa sia cambiato, né ci permette di stabilire immediatamente perché l’animale abbia reagito in quel modo.

Ma può spingerci a guardare con maggiore attenzione.

Questo è uno dei motivi per cui l’osservazione del comportamento è così importante nel lavoro con gli animali.

Non si tratta semplicemente di classificare ciò che fanno.

Si tratta di raccogliere informazioni sulla relazione tra individuo, ambiente ed esperienza.

Non esiste un ambiente perfetto per tutti

Un errore frequente è cercare una soluzione universale.

“Questa casa è adatta ai gatti.”

“Questo spazio è perfetto per il cane.”

“Questo ambiente è ideale per il coniglio.”

Ma l’idoneità di un ambiente non può essere valutata completamente senza considerare l’individuo.

Un animale anziano può avere esigenze differenti rispetto a un giovane.

Un animale molto esplorativo può utilizzare lo spazio in modo diverso da uno più prudente.

Un individuo abituato a vivere da solo può reagire diversamente alla presenza di altri animali rispetto a uno abituato alla socialità.

La stessa casa può quindi essere vissuta in modi completamente differenti da due animali.

Ambiente e benessere animale

Parlare di benessere animale significa quindi considerare anche la qualità dell’ambiente.

Non soltanto la sicurezza fisica.

Non soltanto la presenza di cibo e acqua.

Ma anche la possibilità di riposare, muoversi, esplorare, interagire, ritirarsi, scegliere e manifestare comportamenti compatibili con la propria specie e con le proprie caratteristiche individuali.

Un ambiente adeguato non garantisce che non compariranno mai difficoltà.

Gli animali possono ammalarsi, spaventarsi, vivere esperienze negative o affrontare cambiamenti.

Ma l’ambiente può rappresentare una parte importante della loro esperienza quotidiana.

Guardare l’animale significa guardare anche ciò che lo circonda

Quando un animale cambia comportamento, la domanda non dovrebbe essere soltanto:

“Che cosa ha?”

Può essere altrettanto utile chiedersi:

“Che cosa sta vivendo?”

E per rispondere a questa domanda dobbiamo guardare oltre l’animale.

Dobbiamo osservare il luogo in cui vive, le persone che lo circondano, gli altri animali presenti, le sue possibilità di scelta, la sua routine e tutti quei piccoli elementi che compongono la sua quotidianità.

Perché il comportamento animale non nasce nel vuoto.

Nasce dall’incontro tra un individuo e il mondo nel quale vive.

Ed è proprio osservando questa relazione che possiamo iniziare a comprendere meglio il suo comportamento e il suo benessere.

Domande frequenti

L’ambiente può davvero influenzare il comportamento di un animale?

Sì. Ambiente fisico, stimoli sensoriali, routine, risorse, presenza di altri individui e possibilità di scelta possono influenzare il comportamento. La risposta varia però in base alla specie e alle caratteristiche del singolo animale.

Un animale può cambiare comportamento dopo un trasloco?

Sì. Un nuovo ambiente comporta molti cambiamenti: odori, rumori, spazi, routine e punti di riferimento differenti. Ogni animale può reagire in modo diverso al cambiamento.

Perché il mio animale si comporta diversamente in luoghi diversi?

Il comportamento è influenzato dal contesto. Un animale può sentirsi sicuro in un ambiente conosciuto e mostrare maggiore prudenza o attivazione in un luogo nuovo o caratterizzato da stimoli differenti.

Avere più spazio significa avere automaticamente un ambiente migliore?

Non necessariamente. Le dimensioni sono importanti, ma contano anche qualità dello spazio, possibilità di movimento, risorse, rifugi, stimoli e possibilità di scelta.

Anche la presenza di altri animali influenza l’ambiente?

Sì. Per un animale, gli altri individui con cui condivide lo spazio fanno parte dell’ambiente sociale e possono influenzare le sue possibilità di movimento, riposo, accesso alle risorse e interazione.

Un cambiamento comportamentale può dipendere dall’ambiente?

Può essere una delle possibili spiegazioni. Tuttavia, un cambiamento improvviso non dovrebbe essere attribuito automaticamente all’ambiente: devono essere considerate anche altre possibilità, comprese eventuali cause mediche.

Ogni animale ha bisogno dello stesso tipo di ambiente?

No. Le esigenze dipendono dalla specie, dall’individuo, dalla sua storia, dall’età, dalle caratteristiche comportamentali e dalle condizioni in cui vive.

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