Perché non esiste un Fiore di Bach uguale per tutti

Quando una persona si avvicina per la prima volta ai Fiori di Bach, può essere naturale cercare una risposta immediata.

“Quale Fiore di Bach posso prendere per la paura?”

“Quale rimedio è indicato per l’ansia?”

“C’è un Fiore per la mancanza di fiducia in me stesso?”

Sono domande comprensibili, soprattutto quando si sta vivendo un momento difficile e si desidera trovare qualcosa che possa aiutare a ritrovare il proprio equilibrio.

Ma il metodo dei Fiori di Bach non si basa semplicemente sull’associazione tra un problema e un rimedio.

La stessa situazione può essere vissuta in modi completamente diversi da persone diverse.

Ed è proprio questa una delle ragioni per cui, in una consulenza, l’attenzione viene rivolta alla persona e al suo vissuto emotivo.

La stessa situazione, emozioni diverse

Immaginiamo tre persone che stanno attraversando lo stesso cambiamento nella loro vita.

Tutte e tre si trovano davanti a qualcosa di nuovo e inatteso.

La prima può sentirsi spaventata e avere difficoltà ad affrontare ciò che non conosce.

La seconda può continuare a chiedersi quale sia la decisione giusta, sentendosi incapace di scegliere.

La terza può invece sentirsi completamente sopraffatta dai pensieri e dalle emozioni legate a ciò che sta accadendo.

La situazione esterna è simile.

L’esperienza interiore, invece, è diversa.

Ed è proprio questa differenza che rende difficile pensare ai Fiori di Bach come a una semplice tabella nella quale a ogni problema corrisponde automaticamente un rimedio.

Il problema non racconta tutta la storia

Quando diciamo di avere paura, di essere stressati o di sentirci insicuri, stiamo descrivendo una condizione generale.

Ma quelle parole non raccontano necessariamente ciò che stiamo vivendo.

La paura può riguardare il futuro, una situazione specifica, il giudizio degli altri o qualcosa che non sappiamo ancora definire.

L’insicurezza può manifestarsi come mancanza di fiducia nelle proprie capacità, timore di sbagliare o bisogno continuo di conferme.

Lo stress può essere accompagnato da irritabilità, preoccupazione, stanchezza mentale, difficoltà a staccare dai pensieri o dalla sensazione di non riuscire più a gestire tutto.

La parola utilizzata per descrivere il problema può essere la stessa.

Il vissuto può essere completamente diverso.

Per questo non basta chiedersi “per cosa serve un Fiore?”

Una delle domande più frequenti quando si parla di Fiori di Bach è:

“Quale Fiore serve per questo problema?”

Ma una consulenza individuale parte da una prospettiva differente.

Non si tratta soltanto di identificare ciò che sta accadendo nella vita della persona.

È importante comprendere come quella persona sta vivendo ciò che sta accadendo.

Che cosa prova?

Che cosa la preoccupa maggiormente?

Quali pensieri tornano più spesso?

Qual è l’aspetto della situazione che sente più difficile?

Come reagisce davanti a ciò che sta vivendo?

Sono domande che possono aiutare a passare dal semplice nome del problema alla sua esperienza personale.

I Fiori di Bach non sono una formula universale

Pensare ai Fiori di Bach come a una serie di rimedi da scegliere in base a un elenco di sintomi può far perdere di vista uno degli aspetti più caratteristici del metodo sviluppato da Edward Bach.

L’attenzione è rivolta allo stato emotivo della persona.

Questo significa che non è sufficiente sapere che qualcuno sta attraversando una separazione, un cambiamento professionale, un periodo difficile o una situazione conflittuale.

È necessario conoscere il modo in cui quella persona sta vivendo quell’esperienza.

La stessa circostanza può suscitare emozioni differenti.

E anche la stessa emozione può avere sfumature differenti.

La situazione esterna non determina automaticamente il vissuto interiore

Un errore frequente è pensare che, se due persone vivono la stessa esperienza, dovrebbero avere bisogno dello stesso tipo di sostegno.

Ma la nostra esperienza non è determinata soltanto dagli eventi.

Entrano in gioco la storia personale, le esperienze precedenti, il modo in cui interpretiamo ciò che accade, le nostre caratteristiche individuali e il momento della vita che stiamo attraversando.

Per questo una consulenza che parte soltanto dall’evento rischia di fermarsi alla superficie.

Dire:

“Ha perso il lavoro.”

non racconta ancora come quella persona sta vivendo quella perdita.

Potrebbe sentirsi spaventata.

Potrebbe essere arrabbiata.

Potrebbe sentirsi incapace.

Potrebbe essere preoccupata per il futuro.

Potrebbe provare sollievo.

Potrebbe sentirsi confusa.

Oppure potrebbe sperimentare contemporaneamente emozioni diverse.

L’evento è uno solo. Il vissuto può essere molto diverso.

Anche la stessa persona può avere bisogno di qualcosa di diverso in momenti diversi

La personalizzazione non riguarda soltanto le differenze tra persone.

Riguarda anche il cambiamento della stessa persona nel tempo.

Possiamo attraversare una situazione per alcune settimane e accorgerci che le nostre emozioni cambiano.

All’inizio possiamo sentirci disorientati.

Successivamente può comparire la paura.

Poi possiamo iniziare a sentirci più sicuri, ma continuare a rimuginare su ciò che è accaduto.

La situazione esterna può essere ancora la stessa.

Il nostro stato emotivo, invece, può essere cambiato.

Questo è un altro motivo per cui non è utile considerare un rimedio come una risposta fissa e permanente a una determinata situazione.

Un esempio: la paura

Pensiamo semplicemente alla parola paura.

È una parola molto ampia.

Una persona può avere paura di affrontare qualcosa di nuovo.

Un’altra può avere paura di essere giudicata.

Un’altra ancora può preoccuparsi continuamente per ciò che potrebbe accadere.

Qualcuno può sentirsi terrorizzato davanti a una situazione specifica.

Un’altra persona può avere una sensazione di apprensione difficile persino da spiegare.

Parliamo sempre di paura, ma non stiamo necessariamente parlando della stessa esperienza.

Per questo, durante una consulenza, è importante non fermarsi alla parola utilizzata dal cliente, ma approfondire ciò che quella parola significa per lui.

Un esempio: la mancanza di fiducia

Anche dire “non ho fiducia in me” può significare cose differenti.

Può esserci il timore di non essere all’altezza.

Può esserci la paura di sbagliare.

Può esserci la tendenza a confrontarsi continuamente con gli altri.

Può esserci difficoltà a prendere decisioni senza l’approvazione di qualcuno.

Può esserci invece una difficoltà limitata a una determinata situazione.

Sono esperienze differenti che possono essere racchiuse nella stessa frase.

Ecco perché una consulenza non dovrebbe basarsi esclusivamente sulle parole chiave.

L’importanza delle parole della persona

Durante una consulenza, il modo in cui una persona racconta ciò che sta vivendo può offrire informazioni importanti.

Non soltanto ciò che è accaduto, ma anche le parole che utilizza per descriverlo.

“Non riesco a smettere di pensarci.”

“Ho paura di non farcela.”

“Vorrei essere più sicuro di me.”

“Non riesco a prendere una decisione.”

“Continuo a pensare a quello che è successo.”

“Mi arrabbio per qualsiasi cosa.”

Dietro ognuna di queste frasi può esserci un’esperienza emotiva differente.

Per questo l’ascolto rappresenta una parte importante della consulenza.

La consulenza di Fiori di Bach parte dalla persona

Una consulenza individuale non dovrebbe quindi essere una semplice ricerca del rimedio “giusto” attraverso un elenco.

È innanzitutto uno spazio nel quale la persona può raccontare ciò che sta vivendo.

Il consulente ascolta il vissuto emotivo, approfondisce gli aspetti che emergono durante il colloquio e cerca di comprendere quali siano gli stati d’animo più significativi in quel momento.

In questo senso, la scelta dei Fiori di Bach è successiva all’ascolto, non il contrario.

Prima viene la persona.

Poi ciò che sta vivendo.

E soltanto all’interno di questo quadro può essere considerata la scelta dei rimedi secondo il metodo.

Perché le consulenze online possono essere comunque personali

Una consulenza a distanza può sembrare, a prima vista, meno personale rispetto a un incontro in presenza.

In realtà, ciò che rende una consulenza personale non è soltanto il luogo in cui avviene.

È soprattutto la qualità dell’ascolto.

Anche durante un incontro online la persona può avere uno spazio dedicato al proprio racconto e alla propria esperienza emotiva.

Ciò che conta è che non venga trattata come una semplice somma di problemi da risolvere, ma come un individuo con una storia e un vissuto specifici.

I Fiori di Bach non sostituiscono una valutazione sanitaria o psicologica

È importante mantenere anche una distinzione chiara.

Una consulenza di Fiori di Bach riguarda il benessere emotivo e il vissuto personale e non sostituisce una diagnosi, una terapia medica o un percorso psicologico.

Quando una persona sta affrontando una condizione di sofferenza psicologica significativa o un problema di salute, è importante rivolgersi alle figure professionali competenti.

I Fiori di Bach possono essere considerati, nell’ambito della consulenza, come parte di un percorso orientato all’ascolto del proprio stato emotivo, senza attribuire loro un ruolo terapeutico che non gli compete.

Non esiste il Fiore “giusto” in assoluto

Forse è proprio questo il concetto più importante da portare con sé.

Non esiste necessariamente un Fiore di Bach universalmente “giusto” per una determinata situazione.

Esiste una persona che sta vivendo quella situazione in un determinato modo.

E quella stessa persona potrebbe viverla diversamente in un altro momento della propria vita.

Per questo la consulenza non dovrebbe cercare una corrispondenza rigida tra problema e rimedio.

Dovrebbe cercare di comprendere la persona che sta vivendo quel problema.

Dal problema alla persona

Quando cerchiamo informazioni sui Fiori di Bach, è facile incontrare schemi, elenchi e associazioni immediate.

“Questo Fiore per la paura.”

“Questo per la fiducia.”

“Questo per la rabbia.”

Possono essere informazioni utili per conoscere il metodo, ma non raccontano tutta la complessità dell’esperienza individuale.

Una consulenza professionale richiede qualcosa di diverso: fermarsi, ascoltare e comprendere.

Perché dietro la parola “paura” c’è una persona.

Dietro la parola “insicurezza” c’è una storia.

Dietro la parola “stress” c’è un modo personale di vivere ciò che sta accadendo.

Ed è proprio da questa individualità che può partire un percorso di consulenza.

Conclusione

I Fiori di Bach non sono una raccolta di risposte standard da applicare automaticamente alle situazioni della vita.

Il loro utilizzo all’interno di una consulenza parte dall’ascolto della persona e dal modo in cui quella persona sta vivendo il proprio momento.

La stessa situazione può generare emozioni differenti.

La stessa emozione può avere significati differenti.

E la stessa persona può attraversare stati emotivi diversi nel corso del tempo.

Per questo, quando si parla di consulenza di Fiori di Bach, la domanda più importante non è soltanto:

“Quale Fiore serve per questo problema?”

Ma:

“Come sto vivendo io questa situazione?”

È da questa domanda che può iniziare un ascolto più autentico del proprio mondo emotivo.

Domande frequenti

I Fiori di Bach sono uguali per tutti?

No. Nell’approccio individuale ai Fiori di Bach si considera il vissuto emotivo della persona, non soltanto la situazione che sta vivendo. Persone diverse possono vivere la stessa esperienza in modi differenti.

Esiste un Fiore di Bach per ogni emozione?

Il metodo comprende rimedi associati a specifici stati emotivi, ma non è corretto considerare la scelta come una semplice corrispondenza automatica tra emozione e rimedio. Il contesto personale e il modo in cui l’emozione viene vissuta sono importanti.

Perché la consulenza di Fiori di Bach è personalizzata?

Perché la stessa parola, come “paura”, “insicurezza” o “stress”, può descrivere esperienze molto diverse. La consulenza permette di approfondire il vissuto individuale della persona.

Posso scegliere da solo i Fiori di Bach?

È possibile conoscere il metodo e i singoli rimedi anche attraverso lo studio personale. Una consulenza professionale, però, offre uno spazio di ascolto nel quale approfondire il proprio vissuto e orientarsi nella scelta secondo l’approccio del metodo.

La scelta dei Fiori di Bach può cambiare nel tempo?

Il vissuto emotivo di una persona può cambiare, anche quando la situazione esterna rimane simile. Per questo, nell’ambito di una consulenza, la scelta viene riferita al momento e allo stato emotivo che la persona sta vivendo.

I Fiori di Bach sostituiscono una terapia psicologica o medica?

No. Una consulenza di Fiori di Bach non sostituisce diagnosi, trattamenti medici o percorsi psicologici. In presenza di problemi di salute o di una sofferenza significativa è importante rivolgersi ai professionisti sanitari competenti.

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