Lasciare andare: quali Fiori di Bach possono accompagnare un cambiamento?

L’autunno è la stagione in cui la natura sembra ricordarci che ogni cosa ha il proprio tempo.

Le foglie cambiano colore, si staccano dagli alberi e lasciano spazio a una nuova fase del ciclo naturale.

Per noi esseri umani, invece, lasciare andare può essere molto più complicato.

Una relazione, una persona, un’abitudine, un progetto, un’aspettativa, un periodo della nostra vita: sappiamo che qualcosa è cambiato, ma una parte di noi continua a rimanere legata a ciò che è stato.

Ed è proprio in situazioni come queste che può nascere anche l’interesse per i Fiori di Bach.

Ma quali Fiori di Bach sono indicati quando facciamo fatica a lasciare andare?

La risposta non è così semplice come potrebbe sembrare.

Perché non esiste un unico Fiore di Bach per “lasciare andare”.

Dietro questa espressione possono esserci emozioni molto diverse.

“Non riesco a lasciare andare” può significare molte cose

Quando una persona dice:

“Non riesco a lasciar andare il passato.”

oppure:

“Continuo a pensare a quello che è successo.”

sta descrivendo un’esperienza, ma non necessariamente uno specifico stato emotivo.

Potrebbe esserci nostalgia.

Potrebbe esserci rimpianto.

Potrebbe esserci paura di ciò che verrà.

Potrebbe esserci difficoltà ad accettare una situazione.

Potrebbe esserci un pensiero che continua a tornare.

Potrebbe esserci il desiderio che le cose fossero andate diversamente.

Potrebbe esserci un forte bisogno di mantenere il controllo.

Sono esperienze differenti, anche se possono essere racchiuse nella stessa frase.

Ed è proprio qui che diventa importante il modo in cui vengono scelti i Fiori di Bach.

Non esiste il “Fiore per lasciare andare”

Quando si cercano informazioni sui Fiori di Bach, è facile trovare associazioni molto semplici:

“Questo Fiore aiuta a lasciare andare.”

“Questo è indicato per il passato.”

“Questo serve quando non riesci a dimenticare.”

Queste descrizioni possono essere utili per iniziare a conoscere il metodo, ma rischiano di semplificare molto l’esperienza della persona.

Il punto non è soltanto capire che cosa la persona non riesce a lasciare andare.

È capire perché.

Che cosa prova?

Che cosa continua a pensare?

Che cosa la tiene legata a quella situazione?

Qual è l’aspetto che sente più difficile?

La risposta a queste domande può essere molto più significativa dell’etichetta “non riesco a lasciare andare”.

Lo stesso problema, Fiori diversi

Immaginiamo due persone che hanno entrambe concluso una relazione.

La prima continua a pensare alla persona che ha perso. Ripercorre mentalmente episodi, conversazioni e ricordi e sembra non riuscire a spostare l’attenzione verso il presente.

La seconda, invece, non riesce ad accettare che la relazione sia finita. Continua a sperare che qualcosa cambi e fatica ad accettare la realtà della situazione.

Una terza persona potrebbe vivere la stessa separazione soprattutto con paura del futuro.

Un’altra potrebbe sentirsi profondamente scoraggiata.

Un’altra ancora potrebbe essere arrabbiata.

La situazione è simile.

Il vissuto emotivo no.

Ed è proprio questo uno dei motivi per cui, nella consulenza di Fiori di Bach, non è sufficiente partire dal problema esterno.

Il metodo dei Fiori di Bach guarda allo stato emotivo

Nel metodo dei Fiori di Bach l’attenzione è rivolta agli stati emotivi della persona.

Questo significa che una consulenza non dovrebbe limitarsi a individuare l’evento che sta vivendo.

Una separazione, un trasferimento, la perdita di un lavoro, un cambiamento familiare o la fine di un periodo della vita sono situazioni.

Ma ciò che interessa comprendere è come quella situazione viene vissuta interiormente.

Due persone possono trovarsi davanti allo stesso cambiamento e avere esigenze completamente diverse.

Per questo non esiste necessariamente un rimedio “giusto” in assoluto per una determinata situazione.

Alcuni Fiori possono entrare in gioco, ma in base al vissuto

Quando si parla di difficoltà a lasciare andare, alcuni Fiori di Bach possono essere presi in considerazione, ma non semplicemente perché la persona sta vivendo una perdita o un cambiamento.

Per esempio, Holly può essere collegato a determinati vissuti caratterizzati da emozioni intense nei confronti degli altri, mentre Willow riguarda un particolare atteggiamento emotivo nei confronti delle esperienze vissute e delle circostanze della propria vita.

Honeysuckle è tradizionalmente associato a chi rimane fortemente rivolto verso il passato e a ciò che è stato.

White Chestnut, invece, può entrare in considerazione quando la difficoltà è legata soprattutto a pensieri ripetitivi e persistenti che continuano a occupare la mente.

Star of Bethlehem appartiene a un’altra dimensione ancora, quella legata a determinati vissuti conseguenti a esperienze che hanno lasciato una traccia emotiva significativa.

E Agrimony, per esempio, riguarda un modo molto particolare di vivere e mostrare ciò che accade dentro di sé.

Questi esempi mostrano perché dire semplicemente “voglio lasciare andare” non è sufficiente per stabilire quali Fiori siano più adatti.

La stessa frase può nascondere esperienze completamente differenti.

Honeysuckle: quando il passato continua a essere presente

Pensiamo a una persona che continua a vivere emotivamente in un periodo passato.

Riguarda vecchie fotografie.

Ripensa continuamente a come erano le cose.

Confronta il presente con ciò che è stato.

Sente nostalgia di una fase della propria vita e fatica a spostarsi emotivamente verso ciò che sta vivendo oggi.

In questo caso il tema del passato assume una caratteristica precisa.

Non è semplicemente tristezza.

Non è necessariamente rimpianto.

È un particolare legame con ciò che è stato.

È in questo tipo di vissuto che, secondo il metodo di Bach, può essere considerato Honeysuckle.

White Chestnut: quando il passato continua a tornare nei pensieri

Un’altra persona potrebbe invece dire:

“Non riesco a smettere di pensarci.”

Il problema non è necessariamente il desiderio di tornare indietro.

È la mente che continua a riproporre gli stessi pensieri.

Una conversazione.

Una frase.

Un episodio.

Una possibilità.

Una domanda alla quale non si trova risposta.

Il pensiero torna, anche quando la persona vorrebbe concentrarsi su altro.

Qui il tema non è semplicemente “non riuscire a lasciare andare”, ma la presenza di pensieri ripetitivi e persistenti.

È una differenza importante.

E può cambiare completamente la lettura dello stato emotivo.

Willow: quando ciò che è accaduto continua a pesare

Un’altra persona ancora potrebbe vivere un’esperienza diversa.

Potrebbe sentire che la vita è stata ingiusta nei suoi confronti.

Potrebbe concentrarsi su ciò che ha subito.

Potrebbe avere difficoltà ad accettare ciò che è successo e continuare a chiedersi perché sia capitato proprio a lei.

In questo caso il tema non è necessariamente la nostalgia del passato.

È il modo in cui la persona vive ciò che è accaduto e il rapporto emotivo che mantiene con quella esperienza.

È una sfumatura completamente diversa.

E se invece ci fosse paura del futuro?

A volte pensiamo di non riuscire a lasciare andare il passato, quando in realtà ciò che ci trattiene è la paura di ciò che verrà.

Una relazione è finita, ma cosa succederà adesso?

Un lavoro è terminato, ma riuscirò a trovarne un altro?

I figli sono cresciuti, ma quale sarà il mio ruolo da questo momento in poi?

Una fase della vita si è conclusa, ma non so cosa arriverà dopo.

In questi casi il problema potrebbe non essere il legame con il passato.

Potrebbe essere l’incertezza davanti al futuro.

Ed è proprio per questo che la situazione esterna, da sola, non è sufficiente per scegliere un Fiore.

Quando vorremmo che le cose fossero andate diversamente

C’è anche un’altra esperienza molto comune.

Non siamo necessariamente legati a ciò che è stato.

Siamo legati a ciò che avremmo voluto che fosse.

“Se avessi fatto quella scelta…”

“Se quella persona si fosse comportata diversamente…”

“Se avessi avuto più coraggio…”

“Se avessi capito prima…”

Il passato viene così continuamente rielaborato attraverso ipotesi e possibilità alternative.

E anche in questo caso la frase “non riesco a lasciare andare” non racconta tutto.

Racconta soltanto il punto di partenza.

La consulenza parte dalle domande, non dalla boccetta

È proprio per questo che una consulenza di Fiori di Bach non dovrebbe essere una semplice ricerca del rimedio attraverso una parola chiave.

Se una persona dice:

“Non riesco a lasciare andare il mio ex.”

la risposta non dovrebbe essere automaticamente un nome.

È necessario capire che cosa sta vivendo.

Le manca quella persona?

Rivive continuamente ciò che è successo?

È arrabbiata?

Si sente trattata ingiustamente?

Ha paura di rimanere sola?

Spera ancora che la relazione possa ricominciare?

Continua a pensare a quello che avrebbe potuto fare diversamente?

Sono esperienze molto diverse.

E le differenze emergono attraverso l’ascolto.

Lasciare andare non significa dimenticare

Questo è forse il punto più importante.

Lasciare andare non significa cancellare una persona dalla propria memoria.

Non significa fare finta che qualcosa non sia mai successo.

Non significa smettere di provare affetto.

Non significa necessariamente essere d’accordo con ciò che è accaduto.

E non significa nemmeno dover raggiungere rapidamente una condizione di serenità.

Possiamo ricordare qualcosa senza essere ancora bloccati in quella situazione.

Possiamo provare nostalgia senza voler tornare indietro.

Possiamo riconoscere che una relazione è finita continuando a voler bene a quella persona.

Possiamo accettare un cambiamento senza averlo scelto.

L’autunno come metafora, ma senza forzature

È inevitabile pensare alle foglie quando parliamo di lasciare andare.

Ma forse l’autunno non ci insegna semplicemente che dobbiamo “lasciare andare tutto”.

Ci mostra piuttosto che il cambiamento può essere parte naturale della vita.

Le foglie non scompaiono perché non hanno più valore.

Semplicemente, il loro ruolo cambia.

Anche noi attraversiamo continuamente fasi diverse.

Alcune persone rimangono.

Altre se ne vanno.

Alcuni progetti si realizzano.

Altri cambiano direzione.

Alcune parti di noi crescono.

Altre appartengono a una versione precedente di noi stessi.

Non tutti hanno bisogno dello stesso Fiore

Tornando alla domanda iniziale — quali Fiori di Bach possono accompagnare un momento in cui facciamo fatica a lasciare andare? — la risposta dipende dalla persona.

Non basta sapere che c’è stata una perdita.

Non basta sapere che una relazione è terminata.

Non basta sapere che qualcuno sta attraversando un cambiamento.

È necessario comprendere quale emozione sta vivendo quella persona davanti a quel cambiamento.

Ed è proprio qui che la consulenza individuale può avere un significato diverso rispetto alla semplice ricerca di informazioni online.

Non si parte dalla boccetta.

Si parte dalla persona.

Quando il lasciare andare diventa difficile

Può essere interessante fermarsi davanti a questa domanda:

“Che cosa sto realmente trattenendo?”

Una persona?

Un ricordo?

Un’aspettativa?

Una possibilità?

Un senso di ingiustizia?

Una paura?

Una risposta che non è mai arrivata?

Una versione di me stessa che non esiste più?

A volte, dietro la difficoltà a lasciare andare, c’è qualcosa di diverso da ciò che pensavamo.

E riconoscerlo può essere il primo passo per comprendere meglio il proprio stato emotivo.

Conclusione

L’autunno ci offre ogni anno una delle immagini più semplici e potenti del cambiamento: una foglia che, dopo aver cambiato colore, si stacca dal ramo.

Per noi esseri umani, però, lasciare andare non è un gesto così semplice.

Ci sono ricordi, relazioni, aspettative, paure e significati che rendono ogni esperienza diversa.

Anche per questo, quando si parla di Fiori di Bach e difficoltà a lasciare andare, non esiste una risposta universale.

Honeysuckle, White Chestnut, Willow e altri rimedi appartengono a stati emotivi differenti e non vengono scelti semplicemente perché una persona sta vivendo una separazione, una perdita o un cambiamento.

La situazione racconta cosa è successo. Il vissuto racconta come quella situazione è stata vissuta.

Ed è proprio da questa differenza che può partire una consulenza di Fiori di Bach.

Forse, allora, lasciare andare non significa davvero perdere qualcosa.

A volte significa permettere a ciò che è stato di occupare un posto diverso nella nostra storia, mentre noi continuiamo a camminare verso ciò che ancora non conosciamo.

Domande frequenti

Quale Fiore di Bach aiuta a lasciare andare il passato?

Non esiste un unico Fiore di Bach indicato genericamente per “lasciare andare il passato”. Honeysuckle, per esempio, è tradizionalmente associato a un particolare vissuto di attaccamento al passato, ma la scelta dei rimedi dipende sempre dallo stato emotivo individuale.

Honeysuckle è il Fiore di Bach per chi non riesce a dimenticare?

Non è corretto ridurre Honeysuckle alla semplice frase “non riesce a dimenticare”. Nel metodo di Bach è associato a una specifica modalità di vivere il rapporto con il passato. È quindi importante comprendere il vissuto complessivo della persona.

Quale Fiore di Bach è indicato per i pensieri che tornano continuamente?

White Chestnut è tradizionalmente associato a una condizione caratterizzata da pensieri ripetitivi e persistenti. Anche in questo caso, però, è il particolare stato emotivo a essere considerato, non semplicemente il fatto di pensare spesso a qualcosa.

I Fiori di Bach possono essere scelti per una separazione?

La separazione è una situazione, non uno stato emotivo univoco. Persone diverse possono viverla con nostalgia, paura, rabbia, senso di ingiustizia, pensieri ricorrenti o altre emozioni. Per questo non esiste necessariamente un unico rimedio associato alla separazione.

Una consulenza di Fiori di Bach può aiutare a comprendere meglio ciò che provo?

La consulenza offre uno spazio di ascolto e di approfondimento del vissuto emotivo della persona. L’obiettivo è comprendere quali stati d’animo siano presenti in quel particolare momento e orientare la scelta dei rimedi secondo il metodo dei Fiori di Bach.

I Fiori di Bach sostituiscono una terapia psicologica o medica?

No. I Fiori di Bach non sostituiscono diagnosi, trattamenti medici o percorsi psicologici. In presenza di una sofferenza significativa o persistente è importante rivolgersi a un professionista della salute.

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